L'industria litica
L'industria litica della cultura di Ozieri si basa principalmente sullo sfruttamento dell'ossidiana del monte Arci presso Ales (OR), vetro naturale vulcanico molto ricercato nell'antichità per la facilità di lavorazione mediante scheggiatura o ritocchi a pressione, e quindi per la fabbricazione di armamenti acuminati e taglienti: da essa si ottenevano grandissime quantità di punte di freccia e di zagaglia, nonché tutta una serie di grattatoi, raschiatoi, punteruoli, lame, bulini, attrezzi utili per gli usi più disparati, compresa la lavorazione del legno.
L'ossidiana sarda, esportata dall'unica fonte del Monte Arci, veniva irradiata in tutta l'isola e nelle aree mediterranee contigue, in Corsica, Italia peninsulare, Francia meridionale. Ma essa non era l'unica pietra ad essere lavorata: molto utilizzata era anche la selce, usata per la sua resistenza per forgiare lunghe lame e coltelli. Si utilizzavano anche altre rocce dure come trachite e basalto, specie per la fabbricazione di asce, accette, piccozze.


